L’ARTE DELL’IMPROVVISAZIONE DI MOVIMENTO IN PSICOTERAPIA

Cari amici,

Sono lieta di presentare due abstract in italiano di ultimi miei articoli scritti in inglese per la Rivista internazionale Body movement and dance in psychotherapy. Taylor and Francis – Routledge edition

Elisabetta Colace

 

Danza Movimento Terapia e trauma evolutivo:
dissociazione e enactment in un caso clinico


http://www.terapiaemovimento.it/pubblicazioni
https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17432979.2016.1247115?journalCode=tbmd20
Nella prima parte di questo mio contributo, metto in evidenza l’importanza della
comunicazione corporea sia all’interno del legame di attaccamento primario, che nella
relazione paziente-terapeuta. Affermo come il respiro sia la base sulla quale si costruisca
una relazione sintonizzata e descrivo come una relazione sintonizzata tra bambino e
caregiver, attraverso un processo di mutua regolazione affettiva, prepari il terreno per un
legame di attaccamento sicuro. Modelli di attaccamento insicuro, invece, possono
sviluppare traumi evolutivi.
Descrivo brevemente come, in casi di traumi evolutivi, una dissociazione aiuti la bambina/
o a proteggersi da emozioni sopraffacenti e disregolate e metto in luce come gli
psicoterapeuti coporei, come i danza movimento terapeuti a orientamento psicodinamico,
usino la propria consapevolezza corporea e la propria presenza psicobiologica per
raggiungere esperienze arcaiche del paziente, in tempi in cui si sono formati i primi
modelli operativi interni.
La mia ipotesi è che tali forme di comunicazione psicobiologica, fra cui i meccanismi di
identificazione proiettiva, possano facilitare enactments, dove si incontrano, cioè, aspetti
dissociati della diade terapeutica. Come vedremo nella descrizione del caso clinico,
enactments che emergono nel processo della danza movimento terapia possono trovare
espressione in modi creativi e inaspettati, come nei sogni. Quando il terapeuta diventa
consapevole di quegli enactments, allora è possibile trasformare la scissione in conflitto,
facilitando l’integrazione delle memorie traumatiche del paziente.
La mia conclusione è che la consapevolezza corporea profonda del terapeuta e la sua
capacità di autoregolazione e di sintonizzazione intrapsichica e biologica possano
generare nuove trasformazioni nelle persone coinvolte nel processo terapeutico.

 

L’arte dell’improvvisazione di movimento in psicoterapia

Dall’improvvisazione di danza-movimento
all’improvvisazione nel campo intersoggettivo
di Elisabetta Colace
http://www.terapiaemovimento.it/pubblicazioni
https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17432979.2019.1705394?journalCode=tbmd20
Questo mio contributo vuole mettere in evidenza il ruolo dell’improvvisazione nel
processo psicoterapeutico di danza-movimento. Il tentativo è quello di portare alla luce
ipotesi, potenzialità e limiti dell’improvvisazione che prende avvio da, ed è connessa con,
il movimento del corpo. Da una lato, esaminerò la pratica personale dell’improvvisazione
di movimento da parte del terapeuta, quale strumento di consapevolezza e di
connessione mente-corpo, per aumentare la sua capacità di rêverie nello scambio
intersoggettivo; dall’altro lato, esaminerò il suo uso nel contesto delle psicoterapie
espressive, in particolare della danza movimento terapia, quale strumento affinché il
terapeuta sia pronto ad incontrare il paziente in luoghi inaspettati e inattesi, e possa
riconoscere e superare difese rigide e maladattive. In questo modo, stati del sé tenuti
rigidamente lontani dalla consapevolezza a causa di traumi (Bromberg, 2009) possono
emergere e comunicare fra loro, avviando processi di integrazione.
Per sostenere le mie argomentazioni, utilizzerò le teorie relative al trauma evolutivo e a
come esso attivi meccanismi di dissociazione difensiva, portando alla scotomizzazione
del corpo dalla psiche, oltre che al rigido allontanamento dalla consapevolezza di alcuni
stati del Sé (Bromberg, 2009). Farò ricorso al pensiero di autori che hanno affrontato il
tema dell’improvvisazione in psicoanalisi e in psicoterapia (Gendlin, 2007; Ringstrom,
2007, 2011), nell’ambito musicale (Sparti, 2005) e nella danza (Albright & Gere, 2003;
Masaky, 1991; Nicotra, 2018 e altri).
Nell’ultima parte dell’articolo utilizzerò l’interessantissimo lavoro della Bucci (2009) sulla
teoria del codice multiplo per aiutarmi nella descrizione di una seduta con una paziente
borderline, in cui l’improvvisazione, scaturita dalla connessione della danza movimento
terapeuta con il suo corpo, le sensazioni, le immagini e i suoi movimenti, è servita come
ponte da una modalità comunicativa di tipo non-verbale non-simbolico ad una modalità
relazionale mentalizzata, verbale e simbolica.

 

 

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