Arte terapia? Ma quindi, cosa si fa? Viaggio semiserio nelle infinite domande a cui l’arte terapeuta non sempre risponde a parole

Grazie Michela !

La zattera dell'arte terapia

43788474_2267107066664418_3077840265155706880_oQuindi? Cosa si fa?– 

Mah, prima di tutto si respira.

Poi si ascolta, si guarda, si tocca, si prende e, magari, si fa.

Così, se ne avrete voglia, quando sarete pronti, comincerete.

-A fare?-

A creare, giocare, sentire, riflettervi, lasciarvi andare.

E trovarvi magari. 

Qui o là, dove vi vedete o dove vorreste stare.

Sì, ma cosa dobbiamo fare? Come facciamo? Cosa usiamo? Quanto tempo abbiamo?-

La risposta istintiva è una maschera neutra che tendenzialmente si vede stampata sul mio viso nel momento esatto in cui comincia il treno di richieste.

La risposta accogliente, consueta e diplomatica solitamente è: – provate a rilassarvi, guardatevi intorno, chiudete gli occhi se vi va, prendete il primo materiale che avete visto e aspettiamo. Qualcosa accadrà…-.

A questo punto distolgo lo sguardo e concedo tempo.

Infine, se nulla si muove, la mia voce suona con un -Mah, forse si potrebbe partire…

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