Käthe Kollwitz

04849a2fec059ef83f2a9b3ae8c0f706Käthe Schmidt Kollwitz è stata una pittrice e scultrice tedesca espressionista, grandissima artista, ha saputo raccontare le ingiustizie sociali e le sofferenze con grande intensità e originalità.
In breve alcune notizie sulla sua vita.
Nasce l’8 luglio 1867, studia arte a Berlino aiutata e supportota dalla famiglia, dal matrimonio con il medico Kollwitz nascono due figli, si interessa da subito a temi sociali e il suo primo interesse e la vita dei lavoratori.
Verso l’inizio della I guerra mondiale il suo lavoro comincia tuttavia ad offendere le autorità tedesca ed inizia per la Kollwitz un periodo di stanchezza e di ripensamento artistico (annotato nei suoi diari) che la portano alla ricerca di nuovi modi di esprimersi.
La perdita al fronte del figlio Peter nel 1914 pone fine a questa incertezza, incide sulla sua vita, e la spinge a fare della sua arte una missione di denuncia della distruttività della guerra. Nel 1936 i nazisti le proibiscono di esporre, lei non si adegua al regime, muore nel 1945, pochi giorni prima della fine della guerra.
La Kollowitz usa poco il colore, ma bianco e nero, sfumato,chiaroscuro, é potente, si inspira a Munch all’inizio. Padroneggia le seguenti tecniche artistiche: litografie, Acquatinta, Calcografia, Acquaforte e scolpisce anche il marmo.
È del 1924-1925 il secondo ciclo xilografico, il quarto in ordine di tempo, È il più breve, ma anche il più laborioso dei suoi cicli, essenziale nel segno, drammatico nella composizione dominata dal colore nero che trattiene,
Una vita domestica, lontana dai clichè dell’artista.p831_223425
I suoi lavori esprimono sofferenza, disperazione, saranno stati complicati e articolati, come sempre, i motivi che spingevano Kathe a rappresentare il dolore: motivi sociali e motivi personali.

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Alice Miller, nel suo libro “La chiave accantonata”, analizza l’infanzia della Kollwitz e il suo rapporto con la madre riconducendo l’ ossessione della morte all’educazione repressiva ricevuta da bambina.
Tutte le volte che guardo i suoi lavori sono ammaliata dalla sua bravura artistica, ma anche alla sua forza, denuncia e dignità e voglia di cambiare non c’ è retorica,
L’arte che attinge dalla vita e ci offre il racconto del quotidiano duro e crudo, bambini che non hanno cibo, gente senza tetto sulla testa. kollwitz-1800x900-1800x900
Ci costringe a pensare, a riflettere, siamo fatti anche di dolore: dai suoi diari
“Io voglio che la mia arte serva a uno scopo. Voglio agire sul mio tempo”

Come non amarla?
Melania Cavalli

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Una risposta a “Käthe Kollwitz

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