Marc Chagall in autunno. Il vero visto con il cuore che sogna

In bilico tra il ricordo e l’emozione, in equilibrio tra una dimensione reale e una magia, di fronte a molti quadri di Chagall può capitare di sentirsi “sospesi”.
Come le sue figure, sembra quasi di sentire i nostri piedi sollevarsi da terra oppure immaginarsi leggeri come foglie sugli alberi, sentendoci sussurrare, come fosse un invito del vento al cuore: “Fuori il cielo ci chiama!”
Dalle finestre entra la luce, il colore inonda gli spazi interni, i fiori variopinti nei vasi sembrano animare le stanze, i gesti sussurrano emozioni come voci di intime risonanze, si coglie implicitamente una continua tensione, uno scambio tra un dentro e un fuori.
Un po’ come avviene in ognuno di noi.
Il nostro mondo interno, la luce che ci portiamo dentro, prende forma visibile e attraversando le vetrate del mondo trasforma il nostro esserci in un’opera d’arte in continua relazione con ciò che ci circonda.
Tutto ad un tratto i personaggi di Chagall volano, e ciò non li rende meno attenti e partecipi alla realtà, ma è come se il loro volare gli permettesse di mantenere ciascuno la propria identità, in un mondo in divenire, in movimento, in cambiamento.
Ma per volare, si sa, si ha bisogno dei pensieri felici.
Il passaggio di uno di essi nella nostra mente sia esso legato ad un’emozione, uno sguardo, un suono, un profumo, insomma un minuscolo istante di meraviglia, ci incoraggia, ci solleva e ci regala un attimo di leggerezza, uno scintillio di felicità autentica, che ha la forza di un sogno.
Nei quadri di Chagall incontriamo un vortice di azioni che si compiono, che muovono, che travolgono, attorno alle figure umane o animali, ma queste con il loro esserci di personaggi animano la scena e rassicurano lo spettatore offrendogli a mano tesa il ruolo di canta storie, spettatore e partecipe di quell’ininterrotto miracolo che è la vita.
L’artista narra di sé, ma anche di noi, attraverso simboli, colori, gesti, il quadro diventa un discorso poetico per immagini, che l’autore ha creato affinché chi guarda possa da osservatore illuminarsi sognatore.
Peculiare di Chagall è proprio quel barlume di luce sognante, forse un po’ autunnale, che ogni suo quadro custodisce. Quel piccolo spiraglio, un frammento di scena diverso per ognuno, può essere investito del ruolo di raccoglitore, una lente che proietta all’interno di noi speranze, emozioni, sogni da conservare durante l’inverno, raccolte nel cuore sotto forma di mille sfumature di immagini e poesia, pronte a trasformarsi in una variopinta favola da narrarsi di fronte al tepore di un camino acceso.

CHIARA BORROMEO

Marc Chagall La coppia sopra Saint‐Paul 1968, olio, tempera e segatura su tela Collezione Privata © Chagall ®, by SIAE 2014

Marc Chagall
La coppia sopra Saint‐Paul
1968, olio, tempera e segatura su tela
Collezione Privata
© Chagall ®, by SIAE 2014

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