Arte terapia al consultorio

Vi segnalo l’articolo uscito domenica 29 marzo sull’eco di Bergamo e scritto da me
Daniela BertulettiIMG_3088 (3)

L’ARTE TERAPIA ALLO ZELINDA

“L’arte terapia è approdata al Consultorio Familiare Zelinda di Trescore Balneario e ne vado fiera. Sono soddisfatta perché l’esperienza è stata recepita positivamente dagli utenti che hanno percorso un pezzo del loro viaggio insieme a me. Spero che, in futuro, tutte le Arti terapie possano venire contemplate fra i servizi accreditati dalla Regione.”
Daniela Bertuletti, diplomata dapprima presso il Centro di Formazione nelle Arti Terapie di Lecco e poi presso la scuola di Art therapy Italiana, socia Apiart (Associazione Professionale Italiana Arte Terapeuti), crede nel valore sociale dell’arte e per questo lavora come libera professionista, con diversi tipi di utenza, sia nel proprio studio, sia in strutture pubbliche che private.

“Nonostante la strada sia ancora lunga verso il riconoscimento di figure professionali come la mia, la sensibilizzazione nei confronti di questo tipo di approccio terapeutico, in cui si utilizzano i materiali artistici come mediatori per arrivare all’anima delle persone, sta crescendo. Bruno Vedovati, il coordinatore del consultorio Zelinda, valorizzando questo tipo di proposta, è stato un esempio di apertura.”

Da gennaio hanno preso forma per-corsi arte terapeutici che hanno coinvolto una gamma ampia di utenti: da bambini di 3 anni con le proprie mamme, per riflettere sulle modalità generative nello stare in relazione con il proprio figlio; a ragazze adolescenti in viaggio verso se stesse, ma in dialogo con l’ambiente e il mondo circostanti; a giovani donne, in ricerca di un equilibrio tra “fare” ed “essere” semplicemente se stesse, in un percorso creativo di ricerca tra pieni e vuoti; ad operatori nella relazione di cura, che si interrogano circa il carico assistenziale nel proprio lavoro, con un focus su se stessi e le risorse personali nel “dare” e nel “ricevere”; fino a gruppi di adulti che affrontano passaggi delicati di trasformazione nella propria esistenza.
In elaborazione, per-corsi con famiglie affidatarie e laboratori sul tema “accoglienza”.

“La cosa interessante a cui assisto ogni volta è che, di fronte all’esplorazione delle proprie emozioni, le differenze tra persone scompaiono. Non sono neppure richieste abilità artistiche, ma solo la voglia di mettersi in gioco. Per chi non è abituato a cimentarsi con la creatività, come da copione, poco prima di iniziare a curiosare tra le svariate possibilità che offrono i materiali, le domande di natura razionale piovono a cascata. Quando inizia il processo creativo, invece, si mobilitano energie e, sul piano dell’umanità, si crea una dimensione di assoluta parità.”

Le modalità con cui si fa esperienza invece sono diverse e, con l’aiuto dell’arte terapeuta, l’utente può aprire un dialogo tra sé, l’opera creata e gli altri, se in presenza di un gruppo.

Le emozioni non sono catalogabili all’interno di una scala di valori, mentre i pensieri inondano indiscriminati la nostra mente. Utilizzare i materiali artistici ci aiuta a rielaborare le emozioni, a seconda dell’urgenza con cui affiorano inconsciamente, e a mettere da parte i pensieri che spesso “ci fanno sentire vittime o potrebbero anche completamente accecarci” (Jon Kabat-Zinn).

Daniela Bertuletti

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