La carozza

Mi riallaccio all’ultimo post che ho messo sulla definizione di bellezza di  Tarkovsky e vi segnalo  questo breve pezzo  di Kafka , per me meraviglioso, dove ognuno puo leggerci qualcosa di diverso… io ho pensato alla creatività o meglio al rapporto tra arte e meditazione .

Se continui a correre innanzi, a sguazzare nell’aria tiepida, le mani spòrte di lato come pinne, nel dormiveglia della fretta non vedi che fugacemente tutte le cose cui passi accanto, e un giorno ti lascerai sorpassare anche dalla carrozza. Ma se resti immobile, se, con la forza del tuo sguardo, fai crescere le tue radici in larghezza e in profondità − nulla ti può spostare, eppure non sono vere radici, ma è solo la forza del tuo sguardo che va dritto al bersaglio − allora vedrai anche l’immutabile, oscura lontananza, da cui non può venir nulla, tranne che, appunto, una sola volta, quella carrozza, che avanza avanza, diventa sempre più grande, poi, nell’attimo in cui ti è accanto, riempie il mondo intero, e tu ci affondi dentro come un bambino nell’imbottitura di una carrozza da viaggio, che corre attraverso la tempesta e la notte.

Franz Kafka    (Frammenti di quaderni e fogli sparsi)

Melania

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