Delicate trasparenze: da borghesi dilettanti ! gli acquerelli

“Ci sono momenti in cui non vorrei far altro che dipingere.

Pure sonorità come solo gli acquerelli sanno dare…”

(V. Kandinskij,

“Lettera a Jawlensky”, Dessau 5 gennaio 1928)

Turner & Co.

Fino all’inizio del XVIII secolo non si può parlare di acquerello in forma propria e autonomao, almeno, non per come noi la intendiamo attualmente.Nell’antico Egitto, in Cina, in Giappone – come in varia misura in diverse epoche e culture -è chiaro che si trova diffuso il “colorire” con pigmenti legati a gomma arabica o adragante, ma non come tecnica artistica vera e propria.

Anticamente, infatti, l’acquerello servì nei dipinti e nelle miniature per donare una particolare tonalità o aggiungere specifiche determinazioni, saggiare l’esito cromatico nei disegni preparatori di opere maggiori o per colorire disegni d’architettura e incisioni. Oppure ancora per le illustrazioni di opere di argomento botanico e zoologico. Eccezionali per qualità sono spesso i disegni preparatori con l’ aggiunta del colore che ci danno una trascrizione più diretta del momento della formazione dell’immagine e sono acuta spia della sensibilità dell’artista.

Tra i primi acquerelli in senso moderno citiamo quelli di Albrecht Dürer (1471 – 1528)che operò usando la tecnica del “disegno a penna acquerellato”; fece studi di animali e di piante con colori ad acqua, disegni a pennello su carta colorata in azzurro o verde e 31 foglicon rappresentazioni di paesaggio dove l’acquerello esaltava la straordinaria luminositàdell’insieme consentendo di far emergere anche i più piccoli particolari.

Le straordinarie trasparenze plastiche dell’acquerello compaiono, saltuariamente, in alcune opere di pittori fiamminghi e olandesi dei ‘600, ma inizia la sua straordinaria ascesa come tecnica artistica solo nel XIX secolo con la scuola inglese capeggiata da Thomas Girtin (1775- 1802), John Constable (1776 – 1837), William Turner (1775 – 1851) e Richard Parkes Bonington(1802 – 1828). Grazie a questi artisti l’acquerello per la pittura di paesaggi acquista autonomia e autorità come genere proprio tanto che – sempre in Inghilterra – viene fondata una “Society of Painters of Water Colours” la quale definì ufficialmente anche la composizione fisico-chimica definitiva dell’acquerello per artisti: pigmento, gomma arabica e glicerina.

Questo materiale artistico però non si prestò come arte capace di portare significati e funzioni di largo interesse nella società dell’epoca poiché è una tecnica che accentua soprattutto il momento artistico individuale, sia nella genesi che nella fruizione.Fu, almeno in una fase iniziale, considerata addirittura un’arte specificamente “borghese”…tuttavia, questo non fu un limite poiché proprio questa considerazione fu la base del suo successivo sviluppo su ampia scala.

A determinare la fortuna di questa tecnica, infatti, furono – ancora sul finire del Settecento – due fenomeni collaterali, ma significativamente borghesi: – la “decorazione” che si spinse a dipingere mobili, paraventi e diversi oggetti d’uso comunecon una tecnica di gradevole risultato, ma poco costosa; – il diffondersi del “dilettantismo” poiché l’acquerello era considerato una tecnica artistica molto semplice – se paragonata alla tempera grassa o all’olio – e per questo motivo divenne spesso elemento di “apprendimento estetico” nell’educazione e occupazione delle ragazze giovani della classe sociale borghese.

tratto dalla tesi di Gianluca Merlini di diploma in arte terapia presso Art Therapy Italiana:  

  ” Materiali e… Leganti ” i materiali  nell’esperienza clinica        

  ( Anno accademico 2003 2004   relatore Donatella Mondino)

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2 risposte a “Delicate trasparenze: da borghesi dilettanti ! gli acquerelli

  1. Grazie di cuore Gianluca!il blog è onorato della tua presenza! E ‘davvero interessante la storia dei materiali artistici, riguardo all’acquarello pensavo a come poi come gli espressionisti :
    Emil Nolde in particolare ha usato l’acquerello con una modalità cosi diversa da TURNER..
    ciao melania

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