Lettera a Pina Bausch (reazione di una spettatrice dopo aver visto “Bamboo Blues”)

Ciao, Pina!

Sono partita per Spoleto per testimoniare a Pina Bausch il mio affetto e la mia riconoscenza per tutto quello che mi ha dato nel farmi entrare nella sua poetica,che mi ha permesso di crescere, aprendomi la porta del suo modo di concepire la danza come teatro di matrice espressionista, in cui riconoscere la cultura dell’Occidente contemporaneo.      

Nei suoi spettacoli ritrovavo le mie difficolta’ di comunicazione , il mio individualismo, i miei rapporti conflittuali con il maschile e tutte le mie stereotipie di donna- vittima e, al tempo stesso, carnefice, le tensioni a possedere le cose e le relazioni.Non sono riuscita a vedere tutti gli spettacoli di Pina , pero’ il suo sguardo provocatorio e’ stato per me illuminante e mi ha insegnato molto:”Questi spaghetti sono miei, solo miei, e ancora miei…”

Ogni volta che andavo ad un suo spettacolo, aggiungevo una tessera al mosaico del mio sapere.Anche questa volta, a Spoleto cerco in Bamboo blues  la lezione di Pina , l’ultima lezione: un vento impetuoso muove i veli del fondale, da cui sorge, sinuosa, una giovane orientale, che, assorta nella danza, si muove con ampi gesti sicuri, con la precisione elegante del pennello dei maestri giappponesi, ma ecco che la scena viene sovrastata da un gruppo di donne all’occidentale, che, col volto contratto da una  smorfia volgare, sembrano masticare gomma americana, sfidando con lo sguardo gli spettatori.

Davanti a me una ragazza, che ha l’aria di essere una ballerina, prende appunti.Mi sento inquieta, mentre percepisco lo sguardo della sala catturato dal susseguirsi delle svariate ondate di danzatori diversi tra loro  (un numero considerevole di orientali), che infrangono il modello cui ci aveva abituato la Bausch. Non piu’ una storia da raccontare con i gesti e con quei pochi passi di danza sapientemente scelti, ma il mercato orientale, dove  l’invito e’ rivolto a tutti i sensi : il tatto (lo spettatore e’ invitato a tenere un nastro, a dare la mano); l’olfatto ( l’aria e’ colma del profumo delle spezie); la vista (stoffe colorate e proiezioni video con immagini di una natura rigogliosa) ; l’udito (parole, musica, …) In questo mercato,  c’e’ la danza  della donna-bambola, fragile, ma sensuale,  o la danza delll’uomo, che tiene in equilibrio sul suo corpo rami d’albero, ma anche l’eterno rapporto di forza tra uomo e donna vi compare.

Sul palcoscenico , vedo la donna occidentale che, aggrappandosi all’uomo, tenta , invano, di trattenerlo;  la donna orientale, a sua volta, viene trascinata dal maschio in un cerchio, che mi ricorda l’animale che viene indotto a saltare nel cerchio di fuoco dal suo domatore.Sono sempre piu’ inquieta, dentro di me sento la rottura rispetto alla mia aspettativa, nonostante nello spettacolo ci siano molta danza, magnifici gesti, corpi morbidi e sinuosi, equilibri, forza….: ma la storia, dov’e’?Mi sento in colpa : il pensiero di mettere in dubbio l’ultima Bausch mi sembra dissacrante – come se tradissi la Madre simbolica

Mi guardo in giro tra gli spettatori, per non sentirmi troppo sola nello smarrimento, nella sensazione di estraniamento, nella paura di non poter contenere questo materiale danzato cosi’ lontano dal mio desiderio che avrei voluto appagare.

Esco dallo spettacolo; dentro di me, c’e’ dolore- forse, depressione.

Pina Bausch non solo e’ morta, ma ha rotto la sua visione del mondo – ha infranto, cioe’, le mie, le nostre aspettative di spettatori.

Grande Pina, hai ancora colpito con la tua provocazione!

Mi lasci questi due mondi, che – ora – non posso mettere insieme: l’Oriente e l’Occidente.

Ora, posso solo testimoniare. E prendermi 

Grazia W.

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Una risposta a “Lettera a Pina Bausch (reazione di una spettatrice dopo aver visto “Bamboo Blues”)

  1. Che interessante la tua lettera: se penso al cinema( che vedo molto più degli spettacoli ) devo dire che i film che mi hanno lasciato un segno sono quelli che hanno ribaltato il mio modo pensare , mi hanno posto dei quesiti, ( ad es “the reader” ) non hanno dato risposte ma mi hanno lasciato dentro un senso di “spaesamento “…
    melania

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