Stai sfogliando l'archivio mensile di novembre 2009.

“I classici ci dicono che le forze misteriose dell’autunno creano aridità in cielo e metallo sulla terra. Come sapore creano l’acre, e il dolore come sentimento. Il dolore non può essere tenuto nè fuori dalla porta, nè dentro di sè troppo a lungo. In entrambi i casi porterebbe all’ossessione. Per una persona che soffre, si preparano pietanze con erba cipollina, zenzero, coriandolo e rosmarino. Il loro sapore acre fa affiorare il dolore e lo espelle dal corpo facendo sì che si disperda nell’aria”. Liang Wei: “L’ultimo chef cinese”

Questa è la mia proposta per malinconie stagionali e non, proprie e altrui:

 Menù per 4 persone

Zuppa di zucca e zenzero

Pollo bollito allo zenzero e erba cipollina.

Cioccolato di diversi tipi purchè fondente

Zuppa di zucca e zenzero

due porri

una mezza zucca mantovana

un bel tubero di zenzero fresco

mandorle pelate tostate

rosmarino

olio extra vergine d’oliva

sale

tagliate i porri a rondelle, pelate  la zucca

Attenzione! Ci vogliono un coltello affilato e una bella presae lo zenzero e tagliateli a cubotti. Legate il rosmarino con  filo da cucina in modo che non si disperdano gli aghi.

Stufate dolcemente i porri in poco olio, aggiungete e rosolate la zucca, unite lo zenzero, coprite a filo d’ acqua calda e aggiustate di sale. Fate cuocere fino a che la zucca inizia a disfarsi, togliete lo zenzero e il rosmarino e  frullate la zuppa.Servite mettendo in tavola una bella ciotola di mandorle tritate con cui cospargere i piatti.

È curioso e piacevole il contrasto tra le consistenze e la mandorla sposa il sapore di zucca con eleganza.

 Pollo bollito con zenzero, erba cipollina e coriandolo

Un pollo

Sale

Zenzero fresco

Erba cipollina

Semi di coriandolo

Olio

Portate a bollore acqua e sale. Bolle l’acqua? Calate il pollo e non appena l’ebollizione riprende spegnete il fuoco. Coprite e lasciate raffreddare.

Perfetto.

Per servire porzionatelo. Fate scaldare una padella

meglio una wok e deve diventare molto calda

aggiungete olio e subito dopo zenzero fresco tagliato julienne e erba cipollina.

Il pollo va servito cosparso dell’olio aromatico ben caldo e di semi di coriandolo.

 Mi piace pensare al dolce come alla possibilità di gustare diversi tipi di cioccolato accompagnati da un bel bicchiere di Barolo Chinato. E durante il pasto che  si beve? Tea ma anche una birra leggera. Trovare un vino adatto allo zenzero è difficile.

Cecilia

Pes ( famoso animatore spagnolo) è uno degli artisti  a cui si è inspirata Giulia Sagramola  nella realizzazione  del video  girato durante il Workshop di flip book e animazione in stop-motion tenuto da  per FREeSHOUT!? 2009, a Prato:http://www.vimeo.com/6990932.

L’ animazione in stop-motion si avvale della ripresa di oggetti/ritagli di carta/disegni/persone tramite una macchina fotografica. Ogni scatto equivale a un secondo, per questo si chiama animazioneframe per frame.In questo caso il video è stato realizzato utilizzando lo spezzone di un film a cui, ogni partecipante ha dato la sua interpretazione visiva: disegnandoci sopra, utilizzandolo come supporto per dei collage o seguendo il filo delle immagini per creare altri disegni ad esso sovrapposti. Realizzare una piccola animazione in stop motion potrebbe diventare un buon progetto per le scuole, ad esempio con adolescenti.Per i curiosi, ecco un breve elenco di animatori ( si possono trovare i loro lavori anche su you tube): Norman McLaren / Yuri Norstein / The Brothers Quay / Pes / Michel Gondry / Gianluigi Toccafondo / David Anderson / Gisèele Ansorge.

Buon divertimento!

Aurora

Ciao, Pina!

Sono partita per Spoleto per testimoniare a Pina Bausch il mio affetto e la mia riconoscenza per tutto quello che mi ha dato nel farmi entrare nella sua poetica,che mi ha permesso di crescere, aprendomi la porta del suo modo di concepire la danza come teatro di matrice espressionista, in cui riconoscere la cultura dell’Occidente contemporaneo.      

Nei suoi spettacoli ritrovavo le mie difficolta’ di comunicazione , il mio individualismo, i miei rapporti conflittuali con il maschile e tutte le mie stereotipie di donna- vittima e, al tempo stesso, carnefice, le tensioni a possedere le cose e le relazioni.Non sono riuscita a vedere tutti gli spettacoli di Pina , pero’ il suo sguardo provocatorio e’ stato per me illuminante e mi ha insegnato molto:”Questi spaghetti sono miei, solo miei, e ancora miei…”

Ogni volta che andavo ad un suo spettacolo, aggiungevo una tessera al mosaico del mio sapere.Anche questa volta, a Spoleto cerco in Bamboo blues  la lezione di Pina , l’ultima lezione: un vento impetuoso muove i veli del fondale, da cui sorge, sinuosa, una giovane orientale, che, assorta nella danza, si muove con ampi gesti sicuri, con la precisione elegante del pennello dei maestri giappponesi, ma ecco che la scena viene sovrastata da un gruppo di donne all’occidentale, che, col volto contratto da una  smorfia volgare, sembrano masticare gomma americana, sfidando con lo sguardo gli spettatori.

Davanti a me una ragazza, che ha l’aria di essere una ballerina, prende appunti.Mi sento inquieta, mentre percepisco lo sguardo della sala catturato dal susseguirsi delle svariate ondate di danzatori diversi tra loro  (un numero considerevole di orientali), che infrangono il modello cui ci aveva abituato la Bausch. Non piu’ una storia da raccontare con i gesti e con quei pochi passi di danza sapientemente scelti, ma il mercato orientale, dove  l’invito e’ rivolto a tutti i sensi : il tatto (lo spettatore e’ invitato a tenere un nastro, a dare la mano); l’olfatto ( l’aria e’ colma del profumo delle spezie); la vista (stoffe colorate e proiezioni video con immagini di una natura rigogliosa) ; l’udito (parole, musica, …) In questo mercato,  c’e’ la danza  della donna-bambola, fragile, ma sensuale,  o la danza delll’uomo, che tiene in equilibrio sul suo corpo rami d’albero, ma anche l’eterno rapporto di forza tra uomo e donna vi compare.

Sul palcoscenico , vedo la donna occidentale che, aggrappandosi all’uomo, tenta , invano, di trattenerlo;  la donna orientale, a sua volta, viene trascinata dal maschio in un cerchio, che mi ricorda l’animale che viene indotto a saltare nel cerchio di fuoco dal suo domatore.Sono sempre piu’ inquieta, dentro di me sento la rottura rispetto alla mia aspettativa, nonostante nello spettacolo ci siano molta danza, magnifici gesti, corpi morbidi e sinuosi, equilibri, forza….: ma la storia, dov’e'?Mi sento in colpa : il pensiero di mettere in dubbio l’ultima Bausch mi sembra dissacrante – come se tradissi la Madre simbolica

Mi guardo in giro tra gli spettatori, per non sentirmi troppo sola nello smarrimento, nella sensazione di estraniamento, nella paura di non poter contenere questo materiale danzato cosi’ lontano dal mio desiderio che avrei voluto appagare.

Esco dallo spettacolo; dentro di me, c’e’ dolore- forse, depressione.

Pina Bausch non solo e’ morta, ma ha rotto la sua visione del mondo – ha infranto, cioe’, le mie, le nostre aspettative di spettatori.

Grande Pina, hai ancora colpito con la tua provocazione!

Mi lasci questi due mondi, che – ora – non posso mettere insieme: l’Oriente e l’Occidente.

Ora, posso solo testimoniare. E prendermi 

Grazia W.

Credo che le storie, i gesti, le immagini e le emozioni che mostra questo video e insieme il sapore forte che mi lascia addosso, racchiudano quella che per me è l’essenza dell’arteterapia…un contatto profondo con vibrazioni che vengono da dentro…

Michela

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.