Stai sfogliando l'archivio mensile di ottobre 2009.

Ispra defDOMENICA  1  NOVEMBRE

alle h 17.30 nella Sala Serra del Palazzo Comuale di Ispra viene inaugurata  la mostra :

” Arte e Collezionismo “

Associazione Liberi Artisti Provincia di Varese

La mostra si potrà visitare dal  1 al 12 nov nei seguenti orari: da lun a ven  15 -18, sab e dom  e fest 10-12 e 15-18

GRAZIA

 

 

Era il 1980 quando ho incontrato Carolyn Carlson per la prima volta  nel suo primo seminario di teatro danza tenuto in Italia; poi ancora nel 1981 nel secondo stage. Quell’incontro mi ha lasciato  un segno profondo e chiaro, da  lei ho imparato  a riconoscere e vedere il mondo che abita in me e a dargli forma nel gesto, nello spazio e nella danza. Il filo che mi univa a lei  allora si è venuto rafforzando nel tempo  ed in ogni momento che diviene presente provo un senso di  gratitudine grande e di amore per la bellezza nella vita .
Nel 1982 sia io che Carolyn siamo diventate madri ; io avevo 24 anni e lei 42.
Ecco un video con alcuni momenti  dell’ultimo spettacolo  di Carolyn Carlson Double Vision .(In scena  ai primi  ottobre al teatro Strehler )

Antonella

munari (2)Vi segnalo la mostra gioco di MUBA – Museo dei bambini di Milano, “Vietato non toccare. Bambini a contatto con Bruno Munari”. La mostra è un omaggio al lavoro dell’artista Bruno Munari dedicato ai bambini più piccoli. Il percorso di giochi ed esperienze accompagna i bambini ( dai 2 ai 7 anni) a toccare, manipolare, comporre, scomporre e sperimentare . Nella mostra troviamo una selezione delle opere di Munari più vicine alla sensibilità, alla curiosità e alle esigenze dei più piccoli, si è creanto così un affascinante percorso di gioco impostato sulla scoperta, sulla meraviglia, sull’esperienza tattile e visiva, sulla sperimentazione e sul fare. è un’occasione per far vivere un momento di esperienza diretta e di gioco costruttivo al bambino. Per maggiori dettagli: http://www.muba.it/php/scheda_mostre.php?id=07

Alessandra

Non vi è mai capitato di andare in vacanza con quei blocchi di carta d’acquarello formato cartolina? e magari di inviare agli amici il paesaggio che avevate riprodotto dal vero? Personalmente amo quel formato ridotto, che mi costringe a sintetizzare e a focalizzare quello che vedo o che sento.
Ecco che allora, nel leggere di questa iniziativa – un lavoro artistico formato cartolina, che rappresenti il contributo personale dell’ arte terapia al tema della pace e della sostenibilità, da condividere con un gruppo internazionale di persone che fanno il nostro lavoro – ho pensato di renderlo noto a tutti i lettori di questo blog, con l’invito a partecipare e ad inviare le vostre cartoline.

Viene da l gruppo “Art Therapy Alliance” in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale Di Arte Terapia- ed è un progetto dal nome “ Arte Pace Sostenibilità : un evento globale interattivo

Consiste nel fare una lavoro artistico formato cartolina che rifletta questi concetti o un responso alle seguenti domande:

Mimma

 

  • Group: Art Therapy Alliance
  • Subject: Art Peace Sustainability: Global Interactive Event

The Art Therapy Alliance and International Art Therapy Organization are sponsoring a global interactive event called “Art Peace Sustainability.”

If you haven’t already, submit postcard-sized art works reflecting these concepts or you can an artistic response make  inspired by the following questions: 

- Does art therapy have an impact on peace and sustainability on the planet? 
- How do art, peace, and sustainability intersect? 
- Does the creative process of making art resolve conflicts? 
- Does art therapy build and sustain a community? 
- Is art therapy a “green” practice? 

 E’ ormai noto che la creatività non ha solo a che fare con la pittura, la scultura, la danza, la fotografia, la scrittura, la musica, etc., ma che esiste una moltitudine di possibilità per stare in contatto con la nostra creatività più profonda. E’ sufficiente dare un’occhiata su internet per vedere che negli ultimi anni c’è stato un fiorire di siti nei quali attività come il lavoro a maglia, l’uncinetto, la cucina, la coltivazione di un orto, di un giardino, hanno una connotazione fortemente creativa. Queste attività, che erano usuali per le nostre nonne o madri, hanno conosciuto una fase di buio perché in qualche modo rappresentavano l’essere chiuse in uno spazio domestico; ed è stato necessario prenderne distanza per potersi esprimere in qualcosa che conduceva nel mondo esterno. Quando tutto questo è stato acquisito, ecco il recuperare di arti, perché tali sono, che possono essere di nuovo espresse senza timore di essere rinchiuse in perimetri troppo stretti. Fra tutte mi colpisce il knitting, comunemente conosciuto come “lavoro a maglia”. Si stanno creando gruppi di donne che coltivano questa passione, si riuniscono, scrivono blog, organizzano fiere e corsi. C’è molto fermento, molta vitalità. A volte penso che nasca da un bisogno interno: abbiamo corso così tanto per tenere insieme più parti e stiamo vedendo (e pagando) le conseguenze negative di tanto correre che naturalmente ci incuriosiscono attività che rimandano a ritmi più lenti e sani; altre volte ho un po’ il sospetto che dietro a tutto questo possa esserci l’ombra del “tornare a casa”, funzionale a questo periodo di crisi economica. Un piccolo dubbio, nulla più, spesso fugato dalla consapevolezza che più esistono situazioni nelle quali possiamo esprimerci, uscire dai confini della nostra vita, ampliarli, arricchirli, sperimentare nuove cose, provare piacere mentre le facciamo, o tentiamo di impararle, più ci avviciniamo alla migliore delle creatività che possiamo contattare: quella di vivere.

Marilde

bolech (2) defScrivo da sempre, da quando probabilmente ho imparato a mettere insieme le lettere e l’altro giorno quando ho avuto per la prima volta fisicamente in mano il mio piccolo romanzo pubblicato, con grande emozione mi sono ricordata di una promessa, di un sogno infantile: da grande scriverò un romanzo..

Questo è il primo che pubblico, ma non l’unico che ho scritto. Tra i file del mio computer ce n’è già un altro che aspetta di vedere la luce.. ovviamente decidere di pubblicare non è stato un processo facile e indolore:scrivere in qualche modo ci espone alla vista altrui, ma è anche vero che chiunque scriva desidera farsi leggere.

PRONOMI PERSONALI nasce da una domanda “personale”. Infatti , mentre mi era molto chiaro perchè una ragazza potesse cercare tra le donne adulte una madre alternativa, suppletiva, altra, non capivo invece cosa spingesse una donna adulta ad “adottare” una figlia non sua e quindi a rendersi disponibile a una relazione di questo tipo.

E’ ovvio che il libro non risponde veramente a questo quesito, ma apre delle finestre e delle porte. E’ breve e ironico, a tratti forse anche dissacrante, ma si presenta a letture diverse.

Se lo leggete, mi piacerebbe molto che inviaste i vostri commenti spassionati. E se vi piace, consigliatelo a qualcuno.

Isabella

 

(Isabella Bolech è nata a Pavia e vive a Torre d’Isola. Un tempo traduttrice, oggi psicologa e arte terapeuta, da sempre scrive per passione. )

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.